giovedì 26 ottobre 2017

Recensione: Wintersong di S. Jae-Jones

Carissimi, oggi Fabiana vi parla di Wintersong, la duologia con cui ha debuttato S. Jae-Jones. Il primo volume si chiama appunto Wintersong ed è stato editato in Italia da Newton Compton.


Titolo: Wintersong (Wintersong #1)
Editore: Newton Compton
Autrice: S. Jae-Jones
Prezzo: 10 €
Pagine: 448
Trama:
È l'ultima notte dell'anno. Ora che si sta avvicinando l'inverno, il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa... Per tutta la vita, Liesl ha sentito infiniti racconti sul bellissimo e pericoloso Re dei Goblin. È cresciuta insieme a quelle leggende che hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso è diventata grande, ha ormai diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come tanti minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale.

La serie Wintersong è composta da:
1 Wintersong
2. Shadowsong (in USA uscirà il 6 febbraio 2018)


Recensione:
Non vedevo l’ora di leggere questo romanzo, ero già rimasta catturata dalla bellissima copertina, ma ancora di più dal titolo che è veramente poetico e mi faceva già partire con la fantasia.
Ovviamente la mia fantasia non combacia assolutamente con quello che ho letto, o meglio, quello che mi aspettavo di leggere, ma vi dirò che mi ha lasciato comunque spiazzata e sorpresa ancora di più.
Wintersong rispetto ad altri fantasy vive di poche azioni e di tante immagini. È come immergersi ad ammirare un quadro o perdersi dietro l’ascolto di una sinfonia. Io non sono una grande amante delle accurate descrizioni paesaggistiche, dei personaggi e di tutto il resto, quindi mal tollero la carenza di azioni per un eccesso di descrizioni… eppure in questo caso mi sono letteralmente lasciata catturare dalla penna di questa esordiente che, a mio avviso, ha una grande potenza descrittiva.
Il fatto che sia un esordio mostra come in realtà, anche se sono apprezzabili e belle le descrizioni, molte potevano essere tagliate rendendo il libro più fluido e scorrevole il testo.
Non è solo un fantasy ma anche un romance a tutti gli effetti che ha toni comunque sommessi e delicati, nonostante si senta scorrere il forte impulso della passione.


Un sospiro dietro il collo. Sono confusa, barcollo, ma resto in piedi. Un soffio, poi un bacio. Non riesco a vederlo, ma so che è lui. Il Re dei Goblin. Mi chino in avanti ma lui mi raddrizza. Mormora il mio nome lungo il mio collo, lungo la mia spina dorsale, le sue dita snelle ed eleganti tracciano le curve dei miei fianchi e della mia vita.

L’altro aspetto che mi è piaciuto di più è questo intreccio di musica, mitologia, credenze popolari, magia che rendono la cornice diversa da quello letto finora. Un po' fiaba e tanti spunti su cui riflettere dal punto di vista dei temi. Liesl si sente insignificante, non è abbastanza bella come sua sorella, non è un maschio come suo fratello e non può dedicarsi alla musica che è la sua più grande passione… una passione che continuamente è costretta a celare, nascondere agli occhi di tutti. E’ praticamente trasparente agli occhi di tutti, una che deve sacrificarsi per il bene altrui ed è proprio così che inizia la storia e proseguirà nella prima parte.
Le storie dei Goblin mi hanno affascinato nonostante siano degli esseri veramente poco attraenti e pure cattivelli, ma qui e là l’autrice ha gettato piccoli dettagli, qualche domanda che hanno praticamente tenuto avvinta la mia curiosità, facendomi restare per tutto il tempo in testa il pallino di cosa veramente stava accadendo.
Tra tutti il personaggio che ha ispirato maggiormente la mia fantasia è stato il re dei goblin anche detto re degli inganni, non si sa mai se quello che dice sia la verità o un tranello, eppure dietro questa maschera si nasconde una grande sofferenza.

Avrei potuto dire che era bello, ma sarebbe stato come affermare che Mozart era semplicemente “un musicista”. La sua bellezza era la stessa di una tormenta di neve, splendida e letale. Non era bello come Hans, i suoi lineamenti erano troppo allungati, aguzzi, stranieri. Aveva una certa aria graziosa, quasi da ragazza, unita a qualcosa di orribile che aveva un effetto quasi ipnotico.


Ora capivo cosa intendeva Constanze quando diceva che quelle giovani fanciulle dal destino segnato lo desideravano come si può desiderare di afferrare la fiamma di una candela o la nebbia. Era una bellezza che faceva male, ma era proprio il dolore a renderla splendida.
A colpirmi tuttavia non fu quel fascino strano e crudele, ma il fatto che conoscevo quel viso, quei capelli, quello sguardo. Mi erano familiari come il suono della mia stessa musica.




A tratti mi ha fatto pensare un po' alla storia della Bella e la Bestia anche se la parte romance che compare nella seconda metà del libro poteva essere meglio sviluppata e invece Liesel appare veramente confusa, fa un passo avanti mille indietro, che a tratti mi ha davvero infastidito perché veramente poteva essere gestita molto meglio.
E’ una duologia ma nonostante ciò non si chiude con un cliffhanger da paura, anche se sarà veramente amaro e odioso.

Se amate i libri ricchi di azioni questo non fa per voi, vive e si nutre solo di queste infinite descrizioni che a me hanno saputo catturare e rapirmi portandomi alla fine del romanzo in un nano secondo e ora non vedo l'ora di leggere il seguito.

Fabiana
LCDL



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